| Adozione del PGT di Lodi |
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| Scritto da Mauro Paganini | |
| domenica 07 febbraio 2010 | |
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"Grazie, Presidente. Oggi è un giorno importante per la nostra città. Pur lasciando le valutazioni politiche al Capogruppo Brunetti, mi permetto di fare qualche considerazione sull’atteggiamento del centro-destra.Siamo stati eletti per governare cinque anni e si governa fino alla fine, fino all’ultimo giorno utile.La giunta Formigoni in Regione Lombardia sta emanando in questi giorni provvedimenti dal forte sapore elettoralistico e nessuno si sta scandalizzando, mi pare.Quindi noi stiamo in campo fino alla fine, oltretutto per approvare un provvedimento partito nel suo iter diversi anni fa, a tutti noto, e non maturato solo un mese fa.Il centro-destra abbandonò l’aula anche in Provincia, all’epoca dell’adozione del PTP che avevo portato io nel 2004 in consiglio provinciale; oggi la storia si ripete: non è un bell’atteggiamento da parte di chi ha un forte consenso politico nel paese e anche in questo territorio. La scusa sul poco tempo a disposizione non regge.Certo si poteva fare di più e meglio in termini di partecipazione, ma non si dica che i consiglieri di opposizione non hanno avuto gli strumenti e le occasioni per dare il loro contributo.Se non sono stati in grado, la considero una questione molto seria, posto che chi ha la dichiarata volontà di essere alternativi alla giunta di Guerini deve essere in grado di affrontare temi come questi con capacità e tempestività. Il PGT di Lodi si inquadra in un contesto del tutto nuovo alla luce della legge regionale 12/2005, che ha cambiato enormemente le procedure e anche l’approccio alla tematica di governo e sviluppo del territorio, privilegiando strumenti flessibili nel campo della pianificazione urbanistica, attribuendo maggiore responsabilità verso il basso, verso l'ente più vicino al territorio.Ma ciò dovrà avvenire dentro un quadro di programmazione e di indirizzo che, secondo me, deve essere mantenuto in capo alle Province. Il territorio è un bene universale, che non appartiene solamente a un consesso amministrativo locale che ne potrebbe disporre a suo piacimento: così si andrebbe incontro a una "deregulation" ingovernabile.I problemi del territorio lombardo, che non sono stati affrontati adeguatamente a mio avviso negli ultimi 15-20 anni, sono principalmente quelli dell'eccessivo e disordinato utilizzo del suolo, dell'insufficienza di infrastrutture, della scarsa qualità del prodotto edilizio.Se in Lombardia abbiamo assistito a uno sviluppo poco ordinato, non è certamente dovuto alla presunta rigidità delle procedure burocratico-amministrative preesistenti. Comunque oggi operiamo in un quadro del tutto nuovo, come dicevo.Però con l'inserimento nella legislazione di vari livelli di pianificazione a carico dell'ente locale, si sono create non poche difficoltà ai comuni, soprattutto a quelli più piccoli: un sindaco neo-eletto, è stato calcolato, ci mette mediamente tra il 60 e il 70% del proprio mandato per rendere operativo il PGT. Infine, è stato introdotto il tema della perequazione, che io valuto comunque tutto sommato positivamente, anche se si intravvede il rischio che il singolo comune possa rimanere debole di fronte alla richiesta di urbanizzazione del privato, se non si è in grado di stabilire chiaramente e precisamente le "invarianti" a tutela del territorio. Noi questo rischio, con questo PGT, lo abbiamo evitato.Basti pensare alla lungimirante scelta fatta già col Documento di Inquadramento sulla messa a disposizione del 50% dell’area interessata da un intervento a standard pubblico: è una bandiera che dobbiamo issare a testimonianza del nostro modo di intendere lo sviluppo del territorio lodigiano.Senza entrare in tutti i particolari contenuti nel PGT, come bene hanno già fatto l’Assessore Rudelli e la Presidente della Comm. Territorio Baroni, mi limito ad evidenziare i punti che mi sembrano maggiormente qualificanti del PGT.
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L'intenvento di Mauro Paganini del gruppo PD 










