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Dalla Sconfitta, all'opposizione via Congresso Pd PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 18 agosto 2009

Sample Image 1-Luca Canova, consigliere PD, riconfermato in Consiglio Provinciale: due parole sulle ragioni della sconfitta.

 Le ragioni della sconfitta stanno per buona parte nella sospensione di una informazione libera e in una comunicazione televisiva allarmistica e sostanzialmente corriva che garantisce il governo in qualunque frangente, sia che faccia bene (cosa rara) sia che faccia male (cosa piu’ frequente). E’ inutile fingere che, in un sistema sostanzialmente bipolare, se i mezzi di informazione si comportano come il TG1 opposizione e maggioranza siano egualmente garantite. Non è così. Chi detiene i mezzi di comunicazione di massa detiene il potere politico, crea allarmi ad hoc, se la racconta e se la ascolta. E noi possiamo al massimo resistere. 

2-Ma non è tutto qui. 

No, non è tutto qui. Anche se questo è molto piu’ di quanto il centrosinistra crede. Ma è vero che siamo ormai distaccati dai cittadini e che, anche dove siamo stati sempre forti, hanno prevalso spocchie e presunzioni che non ci hanno fatto bene. Diciamoci la verità, la gente ne ha piene le scatole di buona parte di noi: siamo considerati come una pletora di politicanti verbosi e non piu’ come politici cioe’ gestori della cosa pubblica. Siamo o appaiamo lenti e incerti e nella società odierna lentezza e incertezza non hanno dimora: e’ dalla sterile polemica sul decisionismo craxiano che continuiamo a sottovalutare l’importanza della rapidità decisionale nel messaggio politico. Rapidita’ e ritmo sottendono entusiasmo e capacità operativa che, a loro volta, sottendono chiarezza degli obiettivi, lucidità e capacità innovativa. Dal 1982, dalla polemica sul decisionismo noi confondiamo la capacità di decidere con la diminutio della democrazia. Ma una politica rapida e decisa non è antidemocratica. Per questo prevalgono poi i messaggi della destra che si presenta, piu’ nell’apparenza che nei fatti, draconiana e decisionista: perche’ loro si presentano come “operativi” mentre noi siamo quelli che prendono una decisione in 6 mesi. Se non capiamo questa lezione, che ripeto ha radici antiche (dal 1982, piu’ o meno), non saremo mai credibili nel nord Italia. E le prove di questo stanno nel fatto che gli unici nostri amministratori che resistono sono proprio quelli che si sono fatti la fama di ultradecisionisti (tipo Chiamparino, Zanonato ecc. ecc.)Poi ci sono altre questioni: se il risultato elettorale della Provincia era da me purtroppo atteso, dato che il primo turno delle Provinciali è da sempre un voto politico, la vera sorpresa è stata la sconfitta di Casale. Non nel senso che sono sorpreso dei risultati, ma del fatto che le dimensioni della sconfitta non erano percepibili da alcuno, forse nemmeno dai vincitori. Questo vuol dire che sono mancati i sensori sociali, vero sintomo di una crisi di rapporto con la società anche dove il centrosinistra è stato storicamente forte. 

3- Immigrazione e sicurezza. 

Non solo. A Casale nelle sezioni in cui vi è davvero molta immigrazione alla fine abbiamo prevalso noi, o abbiamo tenuto. E la destra ha stravinto in zone della città assolutamente tranquille e prive di problemi reali. Il fatto vero è che la destra ha recuperato (grazie anche a qualche nostro errore di troppo) tutto il suo elettorato ed essendo questa volta unita ha fatto cappotto. Prima o poi doveva accadere.Pero’ è vero che la questione immigrazione è sottovalutata. E non solo per la questione sicurezza, che è almeno in parte un vessillo sbandierato ad arte. La realta’ è anche che nel mondo produttivo la presenza di immigrati, poco consapevoli dei diritti e della storia del mondo del lavoro e del sindacato, sta trascinando i lavoratori (già in difficoltà per la crisi) in una corsa al ribasso nella contrattazione individuale e collettiva. Sono sempre piu’ i casi in cui alle richieste dei lavoratori locali, cresciuti nella cultura del diritto del lavoro e delle conquiste sindacali, le controparti oppongono le richieste di assunzione di immigrati. Il messaggio è chiaro: “o ti va bene cosi’, o qui ci sono venti persone disposte a fare il tuo lavoro alle mie condizioni”.In una situazione del genere è chiaro che il rapporto fra immigrati e no diviene difficile. Non è solo una questione di sicurezza.

 4-E ora che si fa ?

 Ora ci aspetta un lungo periodo di opposizione, che non ci verrà risparmiato a meno di “sussulti e grida” nei rapporti fra Lega e PDL. Mi sembra evidente che, fatte le dovute differenze, anche loro hanno i loro problemi, nel senso che c’e’ un solo vincitore, la Lega, e due sconfitti: Forza Italia e Alleanza Nazionale. La mia sensazione, che come sai ribadisco almeno da tre anni, è che ormai la Lega sia destinata a soppiantare la PDL in gran parte del Nord. Difficile pensare che questo non comporti tensioni nazionali, anche perche’ mi sembra che se Forza Italia è messa malino, AN sia messa anche peggio. Prima o poi qualcosa verrà fuori. 

5-Quando?

 Il prossimo autunno sara’ un momento duro per tutti. Vedremo allora se, come io credo, il “vetrinismo” del governo non mostrera’ qualche crepa. Ma non dobbiamo pensare che delle probabili fratture fra Berlusconi e popolo debba guadagnarne l’opposizione. E’ molto piu’ probabile che, se non saremo organizzati e robusti, ci siano ulteriori derive destrorse. La Germania e l’Italia degli anni 30 insegnano quel che accade quando l’economia va male, i governi non governano e le opposizioni non preparano alternative credibili.Per quanto ci riguarda è da qui che si deve partire. Direi che da un lato dobbiamo fare ammenda di alcuni nostri errori, il primo dei quali è aver dato di noi un’idea stantia, di conservazione. La polemica sulle solite facce, i soliti riti, i soliti noti in parte riflette un po’ di qualunquismo, ma in parte riflette una verità che non ci possiamo permettere di mantenere in campo. In politica, come in natura, c’e’ un tempo per vivere e un tempo per riposarsi. E’ tempo di pensare a un rinnovamento reale.

 6-Come?

 Intanto la squadra PD in Consiglio Provinciale mette in campo giovani in gamba e altri con maggiore esperienza. La situazione migliore per favorire una continuità anche temporale del nostro lavoro. Poi dobbiamo settorializzare le competenze, affidando la massima autonomia (e la massima responsabilità individuale) a ciascun consigliere in base alle proprie capacità. Poi dobbiamo ripartire geograficamente l’azione dei consiglieri, cosa in cui latitiamo da troppo tempo con i risultati che abbiamo purtroppo visto. In politica “horror vacui”; se tu non ci sei arrivano gli altri. E’ quel che è successo dal Po fino alle porte di Lodi.E poi bisogna incalzare la maggioranza sui temi reali: puoi vincere le elezioni sventolando la bandiera della sicurezza, ma poi i problemi reali sono il lavoro, la riduzione del potenziale scolastico, il potere d’acquisto. La gente teme lo straniero (talvolta a ragione) ma poi ha bisogno di soldi, sicurezza sociale, istruzione per i figli, cultura. Confido nel fatto che, alla fine, saranno le necessità concrete a ridare speranza al riformismo e non gli slogan. 

7-Il congresso del PD servirà? Premetto che non ho grande fiducia nelle virtu’ taumaturgiche dei congressi. Puo’ servire a farci raddrizzare la schiena, a riconquistare una dignità molto diluita, a ridarci senso dell’organizzazione. Ma non è che il quadro cambia perche’ vince X o Y. La situazione è quella che è, e resta difficilissima. Insomma, caro Beppe, questo trend storico non si cambia ne’ con i congressi né scrufugliando nelle intimità del premier e nemmeno demonizzando le ronde padane (a proposito: perche’ scandalizzarsi per la presenza di una guardia civica disarmata ? Nella difesa ambientale non abbiamo le GEV, che hanno anche una divisa e possono elevare sanzioni salatissime e segnalare reati alla Procura della Repubblica ?). Questa situazione cambia solo se si struttura nel tempo un’alternativa di governo. E localmente bisogna mirare in alto, puntare alla presidenza della Regione e al Comune di Milano; bisogna trovare una squadra credibile alla quale affidare il governo della Lombardia. Si puo’ fare, partendo dalle primarie. Se invece si pensa di arrivare al prossimo anno con una semplice sommatoria delle richieste dei partiti di sinistra è meglio andare a pescare fin da subito.

 8-Altre riflessioni sull’opposizione?

 Si, Beppe. Ne ho altre. In questi anni noi ci siamo abituati a subire l’iniziativa della destra senza porre in campo alternative “forti”. Noi non proponiamo; noi contestiamo. E cosi’ facendo, inseguiamo la destra.Questo schema riflette da un lato la difficoltà oggettiva del pensiero “democratico e socialista”, ma dall’altro è solo il paravento di una pigrizia, di una stanchezza, di un ruolo che è comodo assumere. Bisogna riprendere iniziative e mettere loro nelle condizioni di discutere con noi. Esempio: fra un po’ esce la riforma universitaria. Che facciamo? Ci mettiamo ancora in corteo contro la Gelmini per difendere un Ente che spende il 90% del bilancio in stipendi ? Che ha ancora la scala mobile per i docenti ? E che sta scivolando rapidamente sotto gli standard europei? Oppure prendiamo in mano la riforma e diciamo due o tre cose chiare, sfidando anche le corporazioni accademiche, e impostiamo un modello universitario anglosassone?

Altro esempio: per quanto tempo staremo a guardare la 194 come se fosse un’icona ? Posso permettermi di dire che una legge del 78 ha bisogno di un’aggiornamento? Posso dire che si possono ridurre i 90 giorni in cui è lecito abortire a 45 senza scandalo alcuno ? E posso dire che l’uso della RU 486 deve essere introdotta nella nuova legge? O aspetto che qualcuno, magari a ridosso delle elezioni, mi faccia una crociata antiabortista dividendo di nuovo l’Italia in guelfi e ghibellini?

Sul nucleare che facciamo ? Subiamo le scemenze di Scajola o ammettiamo che la produzione di energia va diversificata e che, oltre a potenziare eolico, solare ecc, dobbiamo anche pensare a 1-2 centrali di nuova generazione ? Posso dire che a 22 anni da Chernobyl possiamo forse iniziare a ragionare sulle nostre paure e che l’anidride carbonica oggi mi fa la stessa paura delle radiazioni o no?Ovvio che questi sono aspetti di dettaglio, ma sono i miei argomenti, non posso parlare di bilancio dello stato o finanza creativa. Ma credo sia chiaro quel che voglio dire.    

8-Al congresso con chi ti schieri?

 Il mio sta con cervello con Bersani, il cuore con Franceschini e la mia passione con Marino. Tradotto: per ora osservero’ con un qualche distacco sto benedetto congresso, sperando che finisca in fretta e che dia un quadro chiaro su quel che si vuol fare in futuro. A modo loro hanno tutti ragione: Franceschini ha retto il partito e ha vivacizzato la dialettica con la maggioranza ma Bersani ha ragione nell’invocare un piu’ preciso radicamento sociale e una maggiore e migliore organizzazione, Marino ha ragione nel ritenere che la questione della laicità sia dirimente per un partito riformista moderno.Fra tutte le opzioni in campo, sia chiaro, quella di Bersani mi sembra la piu’ concreta, perche’ richiama tutti al senso di organizzazione, disciplina, radicamento sociale che sono i nostri punti deboli attuali. Poi devo dirti che alcuni difetti del PD di questi mesi, messi in luce da Bersani, sono reali: ma che senso ha chiedere una conferma del segretario nazionale alle primarie? Dico, ma siamo impazziti? Il segretario di un partito lo eleggono gli iscritti. Punto. Le primarie eleggono i candidati alle competizioni elettorali. Cosa accade se gli iscritti del PD eleggono X e le primarie eleggono Y ? Cerchiamo di essere seri: non tutto quel che ha messo in piedi la precedente gestione del PD sta in piedi e questa che ho descritto è una questione cardine. Chi lega il segretario politico agli umori dei cittadini comuni, che non votano tutti per il PD, ha un’idea di partito simile a quella berlusconiana. Con una differenza: che noi non abbiamo ne’ i soldi, ne’ le televisioni, ne’ figure come Berlusconi. Il PD, per come lo vedo io, deve essere un partito popolare, con i suoi azionisti (gli iscritti, che decidono la linea) e i suoi simpatizzanti (i cittadini, che ratificano le scelte su candidature e altro). Detto questo, per me la politica del PD inizia dal giorno dopo la fine del congresso. Io so che cosa vuol dire sentirsi ed essere di sinistra. Non ho bisogno di una mozione che me lo spieghi.In un quadro di pari opportunità di partenza, di solidarieta’ sociale e di riconoscimento del merito individuale, essere riformisti è, come dico da anni, fare le cose necessarie, farle in fretta, farle bene, ascoltare i cittadini, rinnovarsi continuamente. E soprattutto non aver paura di osare e di cambiare. Una cosa molto detta, molto proclamata anche da chi è sempre su qualche poltrona da tempi immemorabili, ma ben poco praticata negli ultimi 15 anni. E dai e dai, è arrivata la resa dei conti. Ora o si cambia o si muore. O ci si dedica ad altro.      





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