| Caro diario |
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| Scritto da B.C. | |
| sabato 14 agosto 2010 | |
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5 Agosto 2010 : Il dibattito nel Pd lodigiano! Oggi e’ una di quelle giornate in cui potrei soffermarmi su molteplici aspetti, da quelli nazionali a quelli locali. 4 agosto 2010: questa notte ho avuto un incubo! Non provo tutta la gioia che vedo attorno a me per la nascita della Kadima italiana, ieri abbiamo assistito alla prima prova d’intesa parlamentare, una forza di centro che prefigura la fine del bipolarismo e il ritorno al gioco dei due forni ( un giorno con la sinistra e l’altro con la destra). Continuo a pensare che per il paese sia un bene la “possibile” fine dell’era di re Silvio, attenti però venderà dura la pelle e farà di tutto per portarci alle elezioni anticipate in caso di naufragio del suo Governo, ma non vorrei ritornare ai tempi del proporzionale, delle estenuanti trattative fra i partiti e dei governi, che mediamente rimanevano in carica un anno. Certamente la legge elettorale va modificata, perché non tornare al sistema dei collegi uninominali in vigore sino al 2005 ( il mattarellum)? Il paese necessità in una epoca come l’attuale di governi e maggioranze solide, di programmi e riforme in grado di far uscire il paese dalla terribile crisi economica, sociale ed istituzionale che attualmente vive, per cui non credo che la medicina sia il ritorno ad un sistema più o meno proporzionale. Questi erano i miei pensieri prima di coricarmi, poi nel sonno una visione. Elezioni comunali di Lodi nell’anno di grazia 2014, si confrontano tre schieramenti il centro ( kadima più i cattolici del Pd che hanno aderito a questo progetto), il pdl+lega e uno schieramento di sinistra più o meno riformista. Risultato del primo turno, nessun contendente raggiunge il 50%+1 dei consensi, si rende necessario un ballottaggio fra il candidato del centro ( primo classificato ) e quello di pdl+lega. La sinistra con i resti del Pd diviene marginale e residuale nello scenario politico locale. Mi sveglio all’improvviso e mi domando: “ ma siamo sicuri di dover gioire per la nascita del grande centro?” Caro diario ai posteri l’ardua sentenza. 3 agosto 2010: I nuovi riformisti lodigiani! Dalla lettura del giornale locale apprendo della nascita di un nuovo movimento “riformista” nel lodigiano in grado di unire uomini e donne provenienti da varie esperienze e che guardano oltre gli attuali contenitori della politica. L’idea e’ promossa dal vecchio Cardinale, alias Gian Paolo Colizzi presidente del consiglio comunale di Lodi. Il movimento sembra guardare con simpatia alla nascitura iniziativa di Massimo Cacciari, che pensa ad una aggregazione di centro in grado di sfidare nel nord l’egemonia leghista. Un’iniziativa lodevole, che presuppone la fine dell’esperienza bipolare nel nostro paese e la nascita di un nuovo grande centro. Un tentativo, che scommette sulla fine dell’era d Re Silvio e sul contemporaneo dissolvimento del tentativo di unire la storia dei riformisti italiani in un soggetto politico il PD. Questo è la vera questione, che si apre con iniziative come quelle annunciate stamani, la fine del progetto del Pd e la scomposizione di questo partito. Osserverò nei prossimi mesi con attenzione questo tentativo, che si colloca in un solco che non mi appartiene, in quanto ritengo di non potermi mai definire come collazione politica una persona di centro , bensì, come nella secolare storia del movimento riformista, da Turati in poi, una persona di sinistra. Ecco il punto, definirsi riformatori oggi non basta, a loro modo anche R.Regan e M. Tacher lo sono stati, bisogna indicare i contenuti delle riforme da mettere in campo e soprattutto indicare in quale campo si gioca. Ecco delle prime domande, quindi, da porre al nuovo movimento: siete favorevoli o no al sistema bipolare? quale legge elettorale proponete? nel campo sociale scegliete il mondo del lavoro o l’idee di Marchionne? a quale modello di welfare pensate?
Altrimenti definirsi riformisti non serve proprio a nulla.
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